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Kittel e Betancour, c'è l'obbligo di riscatto

Ogni stagione ciclistica ha le sue sorprese e le sue delusioni e ovviamente questo 2015 non fa eccezione. Tra chi ha deluso in senso assoluto e chi ha deluso in base alle aspettative con cui si approcciava a questa stagione, non sono mancati i grandi nomi che hanno bucato completamente la stagione.

Tra questi, il più deludente in assoluto è stato senza dubbio Carlos Betancur, il colombiano che solo nel 2013 sembrava avviato ad una grande carriera col quinto posto al Giro che arrivava dopo il podio alla Freccia e il quarto posto alla Liegi. Ad inizio 2014 la vittoria della Parigi Nizza sembrava essere semplicemente la conferma di avere a che fare con un corridore buono per tutte le stagioni o quasi vista la sua capacità di farsi spazio nelle classiche e nelle corse a tappe, brevi o lunghe che siano.  Invece quel successo sulle strade francesi che doveva consacrarlo, è stato lo spartiacque della sua carriera, da quel momento abbiamo visto un corridore incapace di reggere pressioni e aspettative. In questa stagione l'Ag2r ha provato a ridargli spazio e fiducia ma dopo una prima parte di stagione molto intensa culminata con la partecipazione al Giro d'Italia, dove non aveva raccolto granché ma dove almeno aveva mostrato di aver ritrovato la voglia di provare a risalire la china, è completamente sparito dalla scena. Come nella scorsa stagione, dopo i mesi trascorsi in Colombia si è ripresentato in Europa in condizioni a dir poco pietose ed in evidente sovrappeso. Una serie di comportamenti che ha portato la squadra francese a licenziarlo in tronco. Poco male comunque per il colombiano visto che ha trovato subito una nuova squadra pronta a dargli fiducia e non si tratta di una Professional che scommette sul suo rilancio o di una Continental colombiana, bensì di quella Movistar capitanata da Valverde e Quintana. Proprio la convivenza al fianco di questi campioni può sgravarlo di responsabilità e aiutarlo a tornare ai suoi livelli. Non tutto è ancora perduto ma è vietato perdere altro tempo e occasioni.

A dir poco deludente anche la stagione di Marcel Kittel, che in nemmeno dodici mesi è passato dall'essere lo sprinter numero uno del mondo al raccogliere la miseria di due vittorie stagionali. Un rendimento inadeguato per un campione come lui ma figlio di una serie di problemi fisici che ne hanno prima limitato le prestazioni e poi costretto ad lungo stop. Molto negativo anche il finale di stagione praticamente impalpabile, dopo che il ritorno al successo al Giro di Polonia aveva fatto pensare che il peggio fosse alle spalle. Il 2016 dovrà segnare il suo riscatto e per farlo, dopo cinque stagioni ha lasciato la Giant per approdare alla Etixx, per quello che è un vero e proprio passaggio di testimone tra lui e Cavendish, al quale dopo aver preso lo scettro di Re delle volate, ha 'rubato' anche la squadra.

Il 2015 doveva essere il suo anno, quello del definitivo salto di qualità, che complice anche l'avanzare dell'età di corridori come Cancellara e Boonen che negli ultimi 10 anni avevano monopolizzato queste corse, lo avrebbe dovuto portare a giocarsi le classiche del Nord, invece Sep Vanmarcke esce dal 2015 con le ossa rotte. Dopo il buon inizio di stagione con i piazzamenti a ridosso del podio a Strade Bianche, Harelbeke e Gand, nel momento di fare sul serio, quindi a Fiandre e Roubaix dove era già salito sul podio nei due anni precedenti, le sue prestazioni sono diventate inconsistenti con un 53° posto al Fiandre ed un 11° alla Roubaix che fotografano meglio di ogni parola come siano andate le cose. Al contrario di Betancur e Kittel, non ha cambiato squadra e continua ad essere l'uomo di punta della Lotto Jumbo. Deve assolutamente ritrovarsi perché vista l'imminente uscita di scena di Boonen e Cancellara, c'è bisogno di un corridore che faccia la differenza sul pavé.

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