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La doppia cifra di Adam

A Santiago de Compostela, tutti gli occhi erano giustamente per la maglia roja Alberto Contador, che a 2 mesi dall'abbandono del Tour, ha completato una sorta di miracolo sportivo andando a conquistare la Vuelta. Chi più chi meno, i 159 corridori che hanno concluso la Vuelta e il loro personalissimo Cammino di Santiago, erano tutti felici di aver superato indenni tre settimane di corsa. Tra questi, però, c'era un ragazzo australiano che poteva essere particolarmente orgoglioso di quanto fatto, pur avendo chiuso la Vuelta a 2h15'25" dal madrileno della Tinkoff. 

Il ciclista in questione è Adam Hansen. Il portacolori della Lotto, capace anche di imporsi nella tappa numero 19, quella con arrivo a Cangas de Onis, grazie ad un'azione da perfetto finisseur, concludendo la Vuelta Espana, ha toccato una doppia cifra molto particolare, quella dei GT conclusi consecutivamente, proseguendo una scia iniziata proprio alla Vuelta 2011 e proseguita portando a termine Giro, Tour e Vuelta nelle stagioni 2012, 2013 e 2014.

Ora per Adam l'obiettivo è quello di continuare a inanellare GT e scalare definitivamente questa speciale classifica che vede al comando Marino Lejarreta che ha concluso i tre GT per ben quattro stagioni, anche se non consecutive: 1987, 1989, 1990, 1991, visto che Hansen ha raggiunto Bernardo Ruiz che per tre stagioni consecutive, dal  1956 al 1958, portò a termine i tre grandi giri.

Adam che per sfondare nel ciclismo ha deciso di lasciare l'Australia e iniziare dall'Austria, non proprio il centro del mondo ciclistico, fa il grande salto nel 2007, quando è la T-Mobile  a dargli la grande chance di esordire nel ciclismo che conta. Sin da subito mostra quelle che ancora oggi sono le sue qualità migliori la resistenza, il buon passo e la capacità di stare al vento. Proprio queste sue caratteristiche ne fanno un uomo squadra ideale e nello squadrone tedesco il lavoro per i gregari non manca mai.

Dal 2008, con lo scioglimento della T-Mobile e la nascita della HighRoad, il suo peso in squadra aumenta decisamente. La nuova compagine americana che ha in Cavendish e Greipel, i suoi uomini migliori, anche se ancora non sono i velocisti che consociamo oggi, ha bisogno di vagoni per il proprio treno e così Hansen diventa uno dei fedelissimi dei due velocisti, disputando Giro e Tour. Man mano Cavendish diventa l'uomo di riferimento e per Hansen che lega maggiormente con Greipel gli spazi si restringono, così, nel 2011 segue Greipel alla Lotto e proprio con la formazione belga inizia un po' per caso la caccia al record.

Tra un GT e l'altro, Adam che è forte sul passo ma che fatica in salita, che a cronometro se la cava ma che contro i big della disciplina non ha chance e che non ha lo spunto per vincere in volata, riesce a togliersi qualche sfizio come la vittoria di tappa al Giro 2013 nel diluvio di Pescara e la recente tappa alla Vuelta, ma la sua soddisfazione maggiore è quella di riuscire sempre a 'portare' a casa la pelle e di concludere i GT. In questi 3 anni ha superato salite, discese, cadute, ventagli e tutte le varie situazioni di corsa ma soprattutto ha avuto la meglio sulle difficili condizioni climatiche che si possono incontrare in una corsa di 3 settimane, dal freddo gelido trovato in più di un'occasione al Giro, al caldo asfissiante del Tour o della Vuelta.

Non curando la classifica ha certamente la possibilità di rifiatare in alcune tappe e la squadra non gli chiede chissà quali risultati. Questo lo ha certamente agevolato ma quando c'è stato da lavorare per Greipel, per Van den Broeck, per qualcun altro o andando in fuga, non si è mai tirato indietro e lo abbiamo visto davanti a tirare il gruppo.

Attenti a non definirlo un eroe per aver portato a termine 10 GT consecutivi, per lui questo è semplicemente fare il proprio dovere. Che ci sia da scalare lo Zoncolan o il Ventoux, di tirare in testa al gruppo per 100 km o lanciare Greipel per lui non fa differenza l'importante è fare il proprio dovere, un po' più velocemente quando c'è da lanciare lo sprint o quando è in fuga, con più calma quando c'è da arrivare 'solo' entro il tempo massimo, e quando questo tempo lo consente anche di bersi una birra, offerta dai tifosi, scalando l'Alpe D'Huez o di giocare con le pistole ad acqua col connazionale Nathan Haas, come accaduto nell'ultimo arrivo in salita alla Vuelta, sulla salita di Ancares nella valle della fatica.

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