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La grandezza del Tour

Questo Tour de France doveva essere quello della resa dei conti tra Froome e Contador, con Nibali a fare da terzo incomodo. Doveva essere la 'lotta' tra la programmazione di Chris e l'inventiva e il cuore di Alberto e Vincenzo, invece per una serie di sfortune o meglio di cadute, questo scontro tra idee diverse di affrontare il ciclismo non l'abbiamo visto. Froome è uscito prestissimo di scena e Contador e Nibali si sono dati battaglia solo sul primo arrivo in salita a Gérardmer, prima che lo spagnolo uscisse di scena. 

Ancora peggio è andata agli appassionati delle volate, che attendevano il Tour per vedere tutti i migliori velocisti darsi battaglia in modo tale da decretare lo sprinter più forte del mondo. Dopo che lo scorso anno Kittel aveva messo fine all'egemonia di successi di Cavendish, l'attesa per vedere nuovamente questoduello era alle stelle, ma già ad Harrogate, nella prima frazione, una caduta ha messo ko Mark costringendolo al ritiro. L'uscita di scena di colui che aveva dalla sua la miglior squadra, ha rimescolato le carte e reso gli sprint molto più scontati nei risultati e incerti nella preparazione.

In poche tappe il Tour ha perso i motivi principali d'interesse, visto che c'era da assegnare definitivamente il trono di miglior sprinter del globo e che la lotta per la generale con Froome, Contador e Nibali, prometteva di essere tra le più belle e affascinanti degli ultimi 10 anni, complice anche un percorso che non prevedeva cronometro prima o cavallo tra le grandi montagne.

Nonostante tutto abbiamo visto volate ad alta velocità e un po' di lotta in salita. Tra gli sprinter Kittel ha confermato la propriasuperiorità e imposto la propria potenza lasciando le briciole agli avversari nei primi 3 sprint, salvo poi accusare fatiche e salite, non riuscendo più a sprintare e lasciando le luci della ribalta al norvegese Kristoff, vincitore della Classica italiana per eccellenza, la Sanremo. La lotta per la maglia gialla è durata giusto un paio di tappe vista la superiorità mostrata in ogni situazione di gara da Vincenzo Nibali che sembra aver messo in cassaforte la maglia gialla. Alle spalle del siciliano la lotta per il podio è stata interessante e ricca di colpi di scena con tanti corridori che per più di qualche giorno hanno cullato grandi sogni.

Rapportando le premesse iniziali a quanto emerso effettivamente dalla Grande Boucle, si potrebbe pensare ad un'edizione del Tour deludente o in tono minore ed invece non è così e lo dimostrano l'interesse generale e l'attenzione mediatica di questi giorni. Certo qui in Italia l'avere Nibali in giallo ha aumentato l'interesse verso la corsa e gli ascolti in tv, ma in generale il Tour ha dato l'ennesima dimostrazione che è più forte dei corridori e di tutto quello che può accadere in corsa.

Per quasi ogni altra corsa perdere 3 vedette di livello assoluto avrebbe significato un declino pericoloso, invece a guardare il Tour sembra che nulla sia successo, a guardarlo dalle strade o in tv sembra che scoppi di salute. Orde di tifosi festanti in ogni tappa, salite prese d'assalto con giorni e giorni di anticipo, tappe sempre tirate con squadre e corridori che si dannano l'anima per centrare un successo o per mantenere una posizione in classifica, lotta per le altre maglie serratissima.

Nel mondo ciclistico si dice che sono i corridori a fare le corse ed è sicuramente vero, visto che dipende dalla loro voglia e dalla loro forza lo spettacolo che possiamo ammirare, ma ci sono corse che non hanno bisogno dei corridori per essere grandi ed una di queste è proprio il Tour, infatti è il Tour a fare grandi i corridori e non viceversa, sennò non si spiegherebbero i tanti campioni che incentrano la loro stagione su questa corsa o gli investimenti degli sponsor per ben figurare in questa gara, come non è casuale che spesso le squadre annuncino le loro nuove partnership proprio durante queste 3 settimane di corsa, quando l'attenzione sul mondo del pedale raggiunge i massimi livelli.

Proprio per questa capacità del Tour di fare grandi i corridori dopo queste 3 settimane di corsa avremo corridori che entreranno in una nuova dimensione e corridori che vedranno il loro appuntamento con la gloria ancora rimandato, ma tutti quelli che arriveranno a Parigi potranno sentirsi un po' più grandi e certamente orgogliosi di aver scritto una parte più o meno importante della corsa più prestigiosa del mondo.

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