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La Sei Giorni di Berlino, storia di una leggenda

La Sei Giorni di Berlino 2018 si correrà dal 25 al 30 gennaio ed è la più antica competizione su pista. Un autentico rock party che negli anni è diventato leggenda.

Qualcuno dice che il ciclismo non ha stadi ed è vero. Di sicuro la Sei Giorni di Berlino assomiglia più ad un concerto dove i ciclisti sono le star e la gente poga da matti, tra la musica, l'adrenalina e l'alcol, naturalmente. 

La Sechstagerennen '“ in tedesco '“ è una specie di leggenda e non solo perché è considerata la più antica e illustre competizione su pista ma anche per tutte le storie che ha contribuito a creare negli anni, sul gesto atletico e sugli atleti, sulla personalità dei pistard che l'hanno resa celebre, fin da quando erano considerati dei veri e propri funamboli e dormivano nei palazzetti per non farsi rapinare dei loro compensi stellari.
La prima edizione si corse su una pista di centocinquanta metri all'interno di una sala espositiva dello Zoo di Berlino. Era un giorno di marzo del 1909. Ma è nel 1911 che la Sei Giorni fa il suo primo vero salto di qualità: infatti, spostandosi nel Berlin Sportpalast, attirò le prime partecipazioni internazionali come quella del vero re della pista di quegli anni, l' 'Olandese Volante' Piet Van Kempen, famoso per la sua incredibile capacità di lanciare gli sprint da posizioni impossibili.  Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il dominatore assoluto che ancora oggi detiene il record di successi, è stato il tedesco Klaus Bugdhal, che la vinse addirittura nove volte. Negli anni, le Sei Giorni divennero molto di più che semplici competizioni, piuttosto un circuito che richiamava stelle del ciclismo e appassionati da tutto il mondo in una esaltazione della velocità e della sfida. 



Negli anni Settanta calcarono la scena berlinese Partick SercuDidi Thurau e anche Eddy Merckx. Mentre diversi italiani sono stati protagonisti in tempi più recenti, tra questi Silvio Martinello che in un'intervista ha cercato di spiegare la magia di questa competizione, dicendo che l'effetto è davvero quello di uno stadio con la gente che applaude, incita, grida, fa il tifo, in un misto di emozioni assordanti mentre i corridori girano a 40-50 km/h attorno all'anello.

Berlino è ancora oggi l'appuntamento più prestigioso della stagione. E continua a mantenere quella sua speciale atmosfera festaiola e adrenalinica, fatta di eventi, performance, divertimenti, musica alta e adrenalina che ha il suo cuore pulsante nell'Americana serale, la specialità clou di ogni Sei Giorni che si rispetti: una sfida tra coppie su un numero di giri prefissato in cui lo scopo è 'prendere giri' e avvantaggiarsi quindi sulle altre coppie, in aggiunta agli sprint intermedi, tutti validi per il punteggio finale. 
Persino per i profani, la Sei Giorni di Berlino resta tra una delle esperienze da vivere almeno una volta, la pista ha un'allure quasi sacra in tutti i suoi riti e anche nelle sue regole. 
In fondo, non si sa mai, in sei notti ci si può anche innamorare. 

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