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Le vere imprese di Tony

Se pensi a Tony Martin, pensi ad un campione e ti vengono in mente le sue vittorie nelle cronometro. Se guardi il suo palmarès vedi 3 titoli mondiali, 6 podi iridati consecutivi, un argento olimpico, 2 Mondiali a squadre e svariate vittorie, tra cui frazioni al Tour e alla Vuelta, per arrivare ad un totale di circa 60 successi. 

Già questo basterebbe per capire chi è Tony Martin, ma a volte vittorie e numeri non bastano a capire fino in fondo con chi si ha a che fare. Tony è un corridore a cui piace lasciare il segno con imprese memorabili e se le sue vittorie nelle prove contro il tempo rientrano nella normalità delle cose, le azioni tentate nell'ultimo Tour e alla Vuelta 2013, entrano di diritto nella categoria delle imprese.

'Stanco' di vincere semplici cronometro, nella 6a tappa della Vuelta 2013, Tony decide di tentare un'impresa impossibile, scattare al km 0 e andarsi a prendere la vittoria di tappa. Il menu del giorno prevede 177 km da Guijuelo a Caceres, per una frazione destinata a quei pochi velocisti presenti in gruppo. Pronti via e Tony è già all'attacco. Dal gruppo qualcuno prova ad accodarsi, conscio che quello è il treno giusto, ma con una serie di progressioni, il tedesco dell'Omega fa capire che non vuole compagnia. Intuite le intenzioni belligeranti di 'Panzerwagen' , il gruppo capisce che non è il caso di concedere troppo spazio e così dopo 26 km in cui il distacco è salito a quasi 7' e mezzo, decide di iniziare a limitare l'avanzata del fuggitivo. Le squadre dei velocisti si organizzano e chilometro dopo chilometro, il margine di Tony scende sempre più fino a toccare la miseria di 10' a 10 km dalla fine.
A questo punto chiunque si rialzerebbe per farsi riassorbire dal gruppo, ma se sei Tony Martin, il campione del mondo a cronometro, non puoi arrenderti come farebbe l'ultimo degli attaccanti in avanscoperta più per mostrare lo sponsor che per reale convinzione di poter vincere. Tony decide di tirare dritto e di dare tutto quello che ha. Orica, Movistar, Sky, Cannondale, Garmin e Argos hanno uno o più corridori che tirano in testa al gruppo, ma nel giro di un paio di km il margine sale a 15'. L'inseguimento è entusiasmante, nulla sembra poter fermare Tony che supera anche l'ultima salitella di giornata presentandosi all'ultimo km con 5' di vantaggio. Il successo, dopo 176 km di fuga solitaria, è lì a portata di mano e solo un clamoroso colpo di scena potrà negarglielo.

Purtroppo per lui, quel colpo di scena che solitamente avviene solo nei film, quando improvvisamente succede qualcosa che cambia il destino ormai segnato, si materializza a Caceres. In testa al gruppo arriva Fabian Cancellara, il rivale detronizzato dall'ascesa di Tony nelle prove contro il tempo. I due non si amano troppo e lo svizzero, pungolato nell'orgoglio da questo tentativo del rivale tedesco, decide di  annullarlo in prima persona. Fabian da fondo a tutte le energie e con una delle sue trenate, una di quelle che nelle classiche del Nord sbaragliano la concorrenza, spariglia le carte in gruppo e riporta lo stesso ad un tiro di schioppo dal fuggitivo. In volata, il successo è del danese Morkov davanti a Richeze con Cancellara terzo, per Tony ripreso a 20 metri dal traguardo arriva solo un settimo posto ma per tutti questa tappa resterà per sempre quella della quasi impresa di Martin.

Arrivato ad un passo da un successo che avrebbe fatto storia, Tony Martin decide di riprovarci alla prima occasione possibile. Lo scorso 13 Luglio, la 9a tappa del Tour da Gerardmer a Mulhouse prevede 170 km ed è la classica frazione difficile da controllare. Una di quelle tappe in cui la fuga ha tante chance di arrivare al traguardo. Sin dai primi km si susseguono i tentativi di fuga ma il gruppo non lascia fare, fino a quando al km 15 escono dal gruppo Tony Martin e Alessandro De Marchi. I due vanno via di forza e una volta ricevuto il via libera dall'Astana della maglia gialla Vincenzo Nibali, non ci pensano nemmeno a farsi riprendere dai 28 inseguitori tra cui ci sono 'Purito Rodriguez', Gallopin che a fine tappa indosserà la maglia gialla, 5 Europcar e soprattutto quel Fabian Cancellara che in Spagna aveva fermato l'avanzata di Tony.

Stavolta le cose vanno diversamente  anche perché Tony non è solo, per 95 km Alessandro De Marchi non salta un cambio e collabora come uno che può giocarsela ad armi pari. Probabilmente il rosso di Buja, sottovaluta un po' la forza del tedesco che a 60 km dall'arrivo, approfittando di un momento di distrazione del compagno di fuga, lo stacca e rimane tutto solo al comando. Un gesto non bellissimo per un corridore di questo livello, ma necessario per riprendere quel discorso interrotto a 20 metri dal traguardo pochi mesi prima. Stavolta ad inseguirlo non c'è un gruppo intero ma 'solo' una ventina di corridori che nulla possono contro la sua avanzata. Gli ultimi 60 km sono una passerella trionfale e dopo aver tagliato il traguardo a braccia alzate deve attendere 2'45' prima che il gruppetto inseguitore giunga al traguardo. A regolare gli inseguitori è proprio quel Cancellara, stavolta sconfitto, in una sorta di chiusura ideale di quel cerchio rimasto aperto dalla Vuelta 2013.

Adesso Tony lavorerà per riprendersi lo scettro di Re delle cronometro dopo la bruciante sconfitta di Ponferrada subita da Wiggins, ma difficilmente una vittoria in una cronometro potrà regalare le emozioni vissute nelle due tappe in cui tutto solo ha sfidato il gruppo.

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