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Mondiali, la tripletta azzurra

Una tripletta azzurra miracolosa compiuta grazie alle Nazionali guidate da Franco Ballerini, un'impresa unica nella storia del ciclismo moderno.

Anche se negli ultimi anni non abbiamo raccolto grandi risultati, ai Mondiali i nostri corridori sono stati grandi protagonisti, solo il Belgio (26) ne ha vinti più dei nostri 19. Se si prendono in esame i piazzamenti sul podio siamo in testa con 55 podi, purtroppo fermi al 2008, mentre il Belgio è secondo a quota 49.

Se negli ultimi anni abbiamo fatto abbastanza fatica e abbiamo assistito alle prime vittorie di nazionali come Portogallo, Polonia e Slovacchia, sul finire dello scorso decennio c'è stato il dominio della nostra nazionale, con i ragazzi di Ballerini capaci di vincere per ben tre anni consecutivi, dal 2006 al 2008.
La tripletta conquistata dalle nazionali di Ballerini è un qualcosa di unico nel ciclismo moderno visto che l'ultima tripletta di una nazione era datata 1955-1957 col Belgio che si impose grazie alla vittoria di Ockers e alla doppietta di Van Steenbergen, andando ancora più indietro solo l'Italia tra il 1930 e il 1932 con Binda, Guerra e Binda, e il Belgio tra il 1948 e il 1950 con Schotte, Van Steenbergen e Schotte, erano state capaci di vincere tre mondiali consecutivi.

SALISBURGO 2006: PERCORSO FACILE, AZZURRI INDIAVOLATI

In Austria, gli azzurri si presentano dopo la grossa delusione di Madrid dove rimasero fuori dalla top ten, dopo aver controllato la corsa per Petacchi, nonostante la presenza di un Bettini in grande forma. Stavolta gli azzurri fanno corsa d'attacco e sono presenti in tutti gli attacchi più importanti, Nocentini, Tosatto e Bruseghin si muovo nei primi giri di corsa. Ad una sessantina di km dal traguardo si muovono Pozzato e Di Luca, attaccano Paolini e Rebellin, ci prova anche Bettini a 30 dall'arrivo. L'unico che non va mai all'attacco è Ballan che però ha il compito di preparare le sparate di Pozzato, Di Luca, Rebellin e Bettini.

All'ultimo giro ci riprovano Rebellin e Bettini ma il percorso troppo facile non consente imprese solitarie, ed è allo sprint finale che Bettini compie il suo capolavoro. All'ultimo km, Bettini è a ruota di Boonen ma entra in scena la Spagna, ad 800 metri dal traguardo, in testa al gruppo c'è Luis Leon Sanchez con Valverde a ruota e Florencio in terza ruota, quest'ultimo crea un buco e solo Zabel e Bettini riescono a capire la situazione riuscendo ad accodarsi ai due spagnoli, con Bettini che lascia la ruota di Boonen per seguire il tedesco della Telekom. La volata finale vede Zabel partire un po' lungo ma Bettini è imbattibile e lo supera quasi agevolmente. Per Paolo arriva quella maglia iridata che lo consacra definitivamente mentre per il tedesco, quella maglia resterà per sempre un miraggio.

STOCCARDA 2007: BETTINI CONTRO TUTTI

La vigilia per gli azzurri è durissima, prima le polemiche per una squadra con troppi capitani, poi il deferimento di Danilo Di Luca, e le polemiche sulla presenza di Bettini, in dubbio fino all'ultimo per una ridicola polemica su una sorta di carta etica contro il doping voluta dall'UCI. Alla fine Bettini corre e in strada mette tutta la sua rabbia, tutta la sua voglia di rivalsa e di vittoria per far vedere a tutti chi è il più forte. Anche stavolta l'Italia corre all'attacco, l'uomo da far fuori a tutti i costi è Oscar Freire, uno che ha già vinto tre Mondiali. Dopo qualche giro di studio, entrano in scena gli azzurri che si muovono prima con Tonti e poi con Bertolini, Bruseghin, Tosatto e Cunego che entrano in una fuga di oltre 40 uomini. Bertolini e Cunego, si muovono più volte, col passare dei chilometri entrano in scena a anche Ballan e Rebellin, se Bertolini è stato il migliore nella prima parte di gara, nel finale Rebellin è stratosferico, una sua azione al penultimo giro cambia il Mondiale con la Spagna che consuma i suoi uomini per inseguire, quando Freire alza bandiera bianca, è Samuel Sanchez a giocarsi le proprie carte. In testa si forma un gruppetto e per noi ci sono Rebellin, Pozzato e Bettini. A scremare il gruppetto è Bettini, con lui rimangono Schumacher, Evans, Kolobnev e Schleck. Dallo sprint sembra poterne uscire vincitore Kolobnev che lancia il suo sprint a 200 metri dal traguardo ma non può nulla contro Bettini e la sua rabbia, con Paolo che sul traguardo finge di sparare un colpo di fucile contro chi non lo voleva in gara.

VARESE 2008: IL CAPOLAVORO DI BALLERINI

Se in Austria e Germania, Bettini aveva mostrato tutta la sua classe dopo un grande lavoro di squadra, a Varese, nel Mondiale di casa, in quella che era l'ultima corsa di Paolo Bettini, l'Italia ha vinto con Ballanma per la superiorità mostrata avrebbe potuto vincere quasi chiunque altro azzurro, fermo restando che Ballan quella maglia iridata se l'è presa di forza e con pieno merito. Dopo una prima metà di corsa soporifera, è l'Italia ad accendere la bagarre con Bruseghin che riporta il gruppo sotto i fuggitivi della prima ora e inizia a scremare il plotone principale, prima di una sgasata di Bettini a 70 dall'arrivo che porta via un gruppetto in cui ci sono anche Paolini e Rebellin. Annullato questo tentativo, è un susseguirsi di attacchi con gli azzurri sempre presenti, Cunego porta via un gruppetto con Bettini ma la presenza dei due azzurri fa paura a tutti, così l'azione perde di consistenza. Poco dopo è Ballan a portar via un gruppetto in cui ci sono per noi anche Cunego e Bettini mentre per la Spagna Purito, Valverde e Garate, potrebbe essere l'azione decisiva ma gli spagnoli non collaborano ed è tutto da rifare. A meno di 50 km dalla fine, è Rebellin a scattare, si forma un nuovo gruppetto e per noi c'è ancora Cunego e per la Spagna Purito. Nemmeno questo tentativo va in porto ma gli avversari iniziano a perdere pezzi, la Spagna, tra gli altri, vede il ritiro di Contador. Ormai i tempi sono maturi per l'azione giusta e sulla salita dei Ronchi a poco più di 20 km dal traguardo è ancora Ballan a forzare, mano a mano si forma un drappello in cui ci sono anche Rebellin e Cunego ma non Bettini, non Valverde o Freire, insomma mancano i principali favoriti.

Sull'ultimo passaggio sui Ronchi Rebellin rompe gli indugi e in testa si forma un sestetto con tre italiani, visto che Ballan e Cunego sono onnipresenti. Dopo qualche km in cui i nostri non sanno bene cosa fare e qualche rientro da dietro, a 3 km dall'arrivo Ballan prova una delle sue sparate, stavolta Purito non può nulla e Ballan va a prendersi il Mondiale, alle sue spalle un Cunego, non esattamente entusiasta, regola il gruppetto degli inseguitori davanti a Breschel, quarto posto per Rebellin che sfiora un clamoroso podio tutto azzurro. Bettini arriva dopo quasi 5 minuti e lo fa a braccia alzate tra il tripudio del pubblico.

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