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Neo professionisti: è già tempo per noi

All'inizio di ogni stagione ciclistica una delle curiosità maggiori riguarda quello che i neo professionisti riusciranno a fare tra i grandi. Il ciclismo è tradizionalmente uno sport per vecchi,  con la maggior parte degli atleti che da il meglio di se attorno ai 30 anni, anche se ovviamente non mancano le eccezioni, basti pensare agli ultimi due campioni del mondo.
Tra i vari neo professionisti, eccone sei che hanno le carte in regola per fare bene sin da subito e che sicuramente lasceranno una traccia di se. Impossibile non iniziare da Gianni Moscon che sembra avere le stimmate del fuoriclasse. Da anni il nostro movimento giovanile non esprimeva un corridore di questo livello e vista la nostra difficoltà nelle classiche è chiaro che su di lui ci siano tantissime aspettative. A portarlo tra i professionisti non è stata una formazione qualunque ma il Team Sky e questo è un assicurazione sulle sue potenzialità. In teoria può andare forte un po' in tutte le classiche ma almeno nei primi anni cercherà di farsi le ossa nelle classiche vallonate più che in quelle del Nord.

Il velocista più atteso è Fernando Gaviria. Da più parti è additato come il vero erede, per caratteristiche tecniche e fisiche, di Mark Cavendish e infatti la Etixx non se l'è lasciato sfuggire. Per farlo crescere senza troppe pressioni, la squadra di Patrick Lefevre ha ingaggiato anche Marcel Kittel e quindi il colombiano che avrà in Rio 2016 un grande obiettivo potrà correre senza l'assillo di dover vincere a tutti i costi. Tra i professionisti ha già corso e vinto, tra il San Luis e il Tour of Britainha già gli scalpi di Greipel e Cavendish, mica due qualunque.

Una malattia molto rara lo ha messo ko e non si sa bene quando potrà rientrare in gruppo ma Robert Power (Orica) ha tutto per diventare un fenomeno. Se riuscirà a mettersi alle spalle questo problema può diventare un all around del ciclismo, visto che pur non essendo uno scalatore puro ha vinto corse durissime. Solo le corse col pavé gli sono precluse ma promette di esserci in tutte le altre.

Uno dei più pronti è Jack Haig, spalla di Power e poi leader dell'Australia dopo l'infortunio del proprio capitano, ha mostrato tutto il suo valore. Il suo pane sembrano essere le corse a tappe e all'ultimo Tour de l'Avenir è stato battuto solo dal professionista spagnolo Marc Soler (Movistar). In salita va forte ed è dotato già di un bel cambio di ritmo e a cronometro si difende, per questo strizza l'occhio anche alle classiche ardennesi.

Sam Oomen è l'ennesima speranza dell'Olanda per i GT, anche lui come Mollema e Gesink proviene dalla Rabobank ed è accreditato di grandi aspettative. La speranza della Giant-Alpecin, che vuole farne il capitano per le corse tappe, è che rispetto ai predecessori riesca a confermarsi anche tra i professionisti. Per qualità e continuità delle prestazioni è sicuramente sul podio dei migliori Under 23 del 2015.
Se Oomen è la speranza olandese per i GT, Laurens De Plus è quella dei cugini belgi. Ad assicurarselo è stata la Etixx che gli ha fatto firmare un triennale anche se sembrava dovesse passare con la Lotto con la quale ha corso nelle categorie giovanili. Fisicamente sgraziato, a causa della grande altezza, va forte soprattutto in salita. Nell'ultima stagione ha mostrato una grande continuità di rendimento finendo praticamente sempre tra i primi 10.

Questi sei ragazzi sembrano avere il futuro dalla loro parte ma sono consapevoli che l'impatto col professionismo non è dei più facili visto che ritmi e avversari sono di un livello completamente diverso, ma non sono rari i casi di neo professionisti che riescono a mostrare sin da subito il loro valore, come ad esempio Caleb Ewan che nella passata stagione è riuscito ad imporsi anche in una frazione della Vuelta a España.

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