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Philippe Gilbert a casa del nemico

Uno dei trasferimenti più importanti per appeal e blasone è stato quello di Philippe Gilbert dalla BMC alla Quick Step, un colpo che solo qualche anno fa sarebbe stato celebratissimo e che invece è passato quasi sotto silenzio, un po' perché Philippe non sembra più essere quello capace di centrare la tripletta alle Ardenne e un po' perché da sempre la Quick Step è la squadra di Boonen.

Alla soglia dei 35 anni per Gilbert è praticamente l'ultimo grande contratto della carriera e il 2017 rischia di diventare il crocevia per gli ultimi anni della sua carriera, tra le classiche del pavé e le Ardenne deve dimostrare di essere ancora competitivo per la vittoria se non vuole finire la sua carriera come gregario di lusso.
Dopo la stratosferica stagione 2011, quella della tripletta alle Ardenne e delle 18 vittorie, nei cinque anni in maglia BMC, Gilbert ha vinto 19 corse e anche se ha raggiunto il punto più alto della sua carriera vincendo il Mondiale di Valkenburg (2012), possiamo tranquillamente affermare che non tutte le aspettative con la quale era passato alla formazione americana, sono state attese.
Nelle ultime cinque stagioni, se escludiamo il Mondiale, Philippe ha vinto solo una classica l'Amstel Gold Race nel 2014, mentre tre tappe alla Vuelta e due al Giro, sono gli altri successi più pesanti. Conscio dell'avanzare dell'età e degli scarsi risultati nelle classiche delle Ardenne, negli anni il ciclista vallone ha iniziato a diradare sempre più gli appuntamenti con le classiche del pavé, la sua ultima partecipazione al Fiandre risale addirittura al 2012. Una scelta quella di rinunciare alla stagione del pavé che non ha pagato i risultati sperati.
Proprio la voglia di tornare a correre le corse con muri e pavè l'ha convinto a cambiare aria e se al mondo c'è una squadra che fa di queste corse la propria religione, questa è la Quick Step. Alla corte di Lefevre non avrà l'assillo di dover centrare sempre e comunque il risultato in prima persona e potrà muoversi più o meno a proprio piacimento, anche in fasi della corsa in cui i capitani non saranno ancora entrati in scena.

Per le classiche del pavé la squadra può contare su Boonen, Terpstra, Stybar, Trentin, Devenyns e anche Gaviria ha mostrato di essere a proprio agio sulle pietre, anche se in corse senza troppe difficoltà, per Gilbert non sarà facile trovare i propri spazi ma da sempre le formazioni di Lefevre riescono a mettere il bene comune davanti a quello individuale e quindi a parte Boonen, che per l'ultima campagna del Nord della propria carriera avrà giustamente carta bianca, Gilbert partirà alla pari con gli altri e se in giornata avrà la possibilità di correre da leader.

Non scherza nemmeno la squadra per le Aredenne con Alaphilippe, Dan Martin, Brambilla e Vakoc, anche in queste corse Gilbert potrà giocarsi le proprie carte ed è presumibile che all'Amstel parta come capitano, visto che conosce il Cauberg come le sue tasche.

A 35 anni Gilbert ha accetto di rimettersi in gioco firmando per quella Quick Step che da sempre è sinonimo di Boonen, una scelta coraggiosa per chi nel corso degli anni ha cercato di spodestare Tommeke dal suo ruolo di Dio del ciclismo belga. Più che i propositi di rivalsa o il credere nelle proprie capacità è proprio la scelta di andare a correre a "casa" di Tom, la migliore assicurazione su un 2017 da protagonista per Philippe. 

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