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Polemiche rosa

Come ormai consuetudine, la scelta delle wild card concesse da RCS per il Giro d'Italia, ha scatenato polemiche a iosa, commenti al vetriolo, annunci di disimpegni da parte di sponsor e minacce di chiusura per le squadre. Sulla linea di quanto fatto negli ultimi anni, Vegni e soci hanno annunciato presto gli inviti in modo tale da dare alle formazioni invitate la possibilità di prepararsi al meglio per quello che dovrebbe essere il momento clou della propria stagione.

Con quattro inviti a disposizione i margini di manovra degli organizzatori sono abbastanza ristretti, e inevitabilmente c'è chi riamane scontento. In linea generale, nel concedere le wild card, gli organizzatori favoriscono le squadre di casa e quasi sempre questo è stato anche il criterio di scelta adottato da RCS , che però ultimamente si trova, sempre più spesso, a dover decidere se puntare alla crescita della corsa dal punto di vista tecnico, mediatico ed economico o se salvaguardare gli interessi del movimento nazionale, come se poi dovesse pensarci lei e non la Federazione.
Vista la Presenza di quattro squadre italiane tra le squadre Professional, RCS si trova in una posizione abbastanza scomoda con Androni, Nippo, Bardiani e Wilier  che "pretenderebbero" l'invito solo per il fatto di essere italiane. Se nel 2015 grazie ai 5 inviti a disposizione erano tutte state invitate, lo scorso anno era toccato all'Androni restare fuori a favore della Gazprom. Nonostante le difficoltà dovute al mancato invito al Giro, Savio è riuscito a mantenere in vita la squadra e a presentare un roster interessante per questo 2017, dove si aspettava l'invito per il centesimo Giro, visto che le sue squadre hanno disputato 17 volte il Giro negli ultimi 20 anni.
In vista del Giro numero 100 si trattava di scegliere se  invitare in toto le formazioni Professional italiane o cercare di aumentare il più possibile l'appeal internazionale della corsa.

Con la Bardiani vincitrice della Coppa Italia certa dell'invito, la lotta per le altre tre wild card ha visto protagoniste Androni, CCC, Nippo, Wilier e Gazprom. Alla fine la scelta è andata a discapito delle formazioni italiane con la Willer, forte anche del secondo posto nella Coppa Italia e presenza ormai fissa al Giro,che è stata l'unica Professional tricolore a ricevere l'invito. Gli altri due inviti sono andati alla Gazprom che bissa così l'invito dello scorso anno quando fu anche capace di imporsi in una tappa con Foliforov e ai polacchi della CCC che tornano al Giro dopo l'esperienza non proprio indimenticabile del 2015.

Dietro la scelta di invitare la Gazprom '“ RusVelo c'è sicuramente una motivazione tecnica vista la buona figura fatta lo scorso anno ma certamente ha influito anche l'aspetto economico, vista l'importanza del main sponsor della formazione russa. Aspetto economico che ha pesato sicuramente anche nella scelta della CCC, visto che tecnicamente la formazione polacca non da più garanzie rispetto alle escluse Androni e Nippo. Sia Gazprm che CCC potrebbero aver garantito ad RCS un buon introito economico in cambio dell'invito.

Le squadre rimaste a mani vuote hanno manifestato tutta la propria delusone e sia Androni che Vini Fantini hanno già annunciato l'intenzione di lasciare la sponsorizzazione a fine stagione. Certamente le due squadre avevano le carte in regola per garantirsi l'invito e hanno nel loro organico corridori che avrebbero potuto ben figurare, sicuramente più dei polacchi della CCC  ma ancora una volta da questa vicenda emerge la difficoltà delle nostre squadre Professional che basano la loro vita quasi esclusivamente alla partecipazione o meno al Giro d'Italia, un modo francamente inaccettabile di fare ciclismo e che in un certo modo da ragione alle scelte fatta da RCS.

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