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Provaci ancora Dan

Vi abbiamo raccontato la fantastica cavalcata di Thierry Marie che il 12 luglio 1991 andò a prendersi la più bella delle sue sei vittorie al Tour al termine di una fuga di ben 234 km. Non sempre va così, anzi la stragrande maggioranza delle fughe non ha successo e tra quelle che arrivano al traguardo vince sempre e comunque solo un corridore.

Fino ad ora in questo Tour è arrivata solo una fuga, quella capeggiata da Rafal Majka poi vincitore sul traguardo pirenaico di Cuaterets davanti a Daniel Martin. Proprio l'irlandese della Cannondale è stato spesso protagonista in questi primi 10 giorni di Tour senza però raccogliere nulla di concreto.

Più che le gambe a mancargli è stata la capacità di leggere la corsa, tra un ventaglio, il pavè e qualche caduta è uscito di classifica e nella prima tappa di montagna si è scarificato per il capitano Andrew Talansky, un "sacrificio" giusto agli occhi di chi ha visto spesso i compagni lavorare per lui salvo poi non riuscire a ricompensarli con un successo di tappa.

Nella tappa di Huy i compagni hanno preso in mano la situazione nella fase calda della corsa per tenerlo fuori dai problemi ma all'imbocco del muro qualcosa non ha funzionato e Dan è rimasto troppo dietro perdendo contatto dai migliori. La rimonta finale ha dimostrato che ne aveva per fare meglio del quarto posto  raccolto. Stessa situazione qualche giorno dopo sul Mur de Bretagne quando è arrivato secondo alle spalle di Vuillermoz. Anche in questa circostanza a fregarlo più che la forza dell'avversario è stata la tempistica della sua azione, visto che si è fatto sorprendere dallo scatto del francese e la sua successiva accelerazione gli ha sì consentito di uscire dal gruppo ma non di giocarsi il successo.

La Garmin ha lavorato anche nella prima frazione di montagna anche se visti i risultati non si è capito bene per chi. Con un pugno di mosche in mano, la squadra americana ha puntato con decisione la tappa di Cuaterets, che era sostanzialmente la prima vera occasione in cui il gruppo avrebbe potuto concedere spazio agli attaccanti. Nella prima ora di corsa la Garmin ha lavorato più di tutti per ricucire sui vari attacchi in cui nessuno dei propri uomini era riuscito ad inserirsi. Ma nemmeno nella fuga giusta, quella che poi si è giocata il successo, è riuscito ad inserirsi un Garmin. A questo punto, con i 7 attaccanti che già avevano 4' di vantaggio, Dan Martin ha deciso di uscire dal gruppo e tentare di riportarsi in testa alla corsa tutto solo.

Mezzo ingobbiato, sgraziato come sempre con quell'andatura ciondolante di chi è a un passo dalla crisi, quella che sembrava l'ennesima azione un po' scriteriata si è trasformata km dopo km nell'occasione giusta per realizzare un'impresa.  Secondo dopo secondo Dan diminuisce il distacco dai 7 fuggitivi e li raggiunge sull'Aspin dove va a prendersi anche il Gpm dopo aver giustamente e meritatamente rifiatato.

Il lieto fine prevedrebbe Martin che scatta sul Tourmalet, saluta tutti e si invola verso il traguardo con due ali di folla ad incitarlo e ad accompagnarlo in quella che resterebbe l'impresa di questo Tour. Invece il ciclismo non è una favola e Dan martin un pò paga lo sforzo dell'inseguimento, un pò si fa sorprendere (sai che novità) e soprattutto trova quel Rafal Majka che ne ha di più e non vuole sprecare la giornata di libertà che gli ha concesso il proprio capitano Alberto Contador.

Il polacco diventa ben presto irraggiungibile ma Dan ha l'ennesimo sussulto del suo Tour e sull'ultima salita di giornata inscena l'ennesimo furioso inseguimento ma proprio come ad Huy o al Mur de Bretagne il risultato finale non lo premia, c'è ancora la piazza d'onore ad aspettarlo. Dan ha perso l'ennesima occasione per vincere e di certo non sarà contento ma  questa nuova sconfitta, oltre ad averci regalato emozioni e sussulti in una tappa francamente noiosa, di certo gli ha fatto guadagnare un altro pezzetto di cuore di chi segue questo sport senza l'assillo del successo o del risultato a tutti i costi e questo è senza dubbio uno dei successi maggiori che può cogliere un ciclista.  E poi a voler essere un pò cinici, diciamocela tutta visto che ancora insegue questo benedetto successo Dan Martin continuerà a farci divertire e ad animare le tappe, cosa che in caso di successo non sarebbe stato così scontata.

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