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Quello che so sull'amore

E' il titolo di un film che non ho mai neanche visto. Strano, come tante cose. Ora è più facile contare le ore, piuttosto che i giorni, che mancano al Giro d'Italia. Una volta l'anno. Come gli appuntamenti di certi amori segreti che a volte non diciamo nemmeno a noi stessi. Quegli appuntamenti dei quali ricordi tutto, l'intonazione di una parola, un raggio di sole su una scarpa, una mano che ti sfiora la schiena, il tono affettuoso di un complimento mascherato da gentilezza comune, persino i profumi che galleggiano nell'aria. Quegli appuntamenti che ti seguono per tutti gli altri mesi di silenzio, durante i quali torni al resto.

Quello che so sull'amore è che al ciclismo ci assomiglia tanto. E' incostante e perenne, pieno di alti e bassi, difficile da indagare eppure così semplice nei suoi illogici respiri spezzati. Questo che arriva è il Giro. Alcuni sanno cos'è veramente, altri no. E' quell'appuntamento. La vigilia muta dell'attesa, i giorni in viaggio, vicino o lontano per raggiungere il rumore lento delle ruote che vanno alla partenza, per mangiarsi l'adrenalina densa dei pomeriggi quasi estivi quando mancano due o tre chilometri alla linea bianca. Resta addosso l'odore di quelle cose, dell'asfalto sciolto dal caldo, del metallo delle transenne, del vino che piove dal palco, della sera che scende e promette ancora. Ancora.

Quello che so sull'amore è che nessuno può fare dei nodi. Quelli eterni si formano da soli, senza che noi facciamo niente. Nodo invisibile è il legame che ci fa sentire tutti figli anche se a questa Italia hanno avvelenato il mare azzurro e rosicchiato le speranze fino a renderle quasi polvere. A compensare tutto ci sono le montagne piene di gente con la pioggia e col sole, i cordoni umani lungo un arrivo, le ore di attesa che si fanno complici di amicizie improvvise. Fiducia. Solo per essersi trovati lì con quello stesso comune denominatore. Il ciclismo è il lascia passare. Nodo invisibile che tiene tutti legati in un concerto senza biglietto dove tutti si conoscono senza conoscersi.

Quello che so sull'amore è che le regole che proviamo a dargli sono tutte sbagliate. Frutto delle nostre paure, delle nostre pretese. Niente briglie per le cose belle, per le azioni da lontano, per il tutto e per tutto, per un traguardo conquistato con l'istinto.
Quello che so sul ciclismo non è abbastanza e non lo sarà mai. Cercare il cuore, forse è questo il senso del viaggio. Uno di quelli che ricomincia ogni volta e non finisce. Perché per provare almeno a sentirlo, questo cuore, devi muoverti con lui. In treno, in macchina o a piedi. Basta che ci sia il brusio di una partenza o un coriandolo rosa che si infili in tasca o tra i capelli dopo un arrivo. Perché quello che so sull'amore è che faresti di tutto, ma proprio di tutto, per sentire una voce che non ti scorderai più.

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