Vero Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

Team Sky e Giro d'Italia, sarà la volta buona?

Quello tra il Team Sky e il Giro d'Italia è un rapporto mai completamente sbocciato, con lo squadrone britannico che da sempre ha preferito riservare per il Tour ambizioni e uomini migliori. Nonostante Froome, che ha vinto tre degli ultimi quattro Tour, non si sia mai sognato di venire al Giro per vincerlo, nel corso degli anni, la Sky si è presentata in Italia con formazioni competitive e anche con ambizioni più o meno concrete di vittoria finale.

Nel 2012, per la prima volta, la squadra di Brailsford cura la classifica al Giro e lo fa con due giovani colombiani: Rigoberto Uran e Sergio Henao che chiudono rispettivamente al settimo e al nono posto, col primo che si aggiudica anche la maglia bianca. Nelle prime tre partecipazioni, tra il 2010 e il 2012, arrivano oltre alla maglia bianca anche quattro tappe: una con Wiggins (2010) e tre con Cavendish (2012) ma è nel 2013 che Sky si presenta in Italia con l'intento di conquistare la maglia rosa finale.
Il capitano della squadra è quel Bradley Wiggins che solo qualche mese prima ha vinto il Tour. Tutte queste ambizioni vengono disattese nonostante, a fine Giro, sul secondo gradino del podio finale, ci sia un corridore della Sky. Ma non si tratta di Sir Bradley, bensì di Uran. Il Giro del re del Tour 2012, finisce ben prima che inizino le grandi salite, dopo aver dovuto cedere il passo prima a Pescara, in una frazione che doveva essere interlocutoria, e poi al Montasio, dopo aver mancato anche l'appuntamento con la vittoria nella crono di Saltara che pareva disegnata apposta per lui.
La stessa sorte tocca a Richie Porte nel 2015. Venuto al Giro per vincerlo, il tasmaniano, dopo un buon inizio, incappa in una penalità di tre minuti per essersi fatto passare una ruota da Simon Clarke che correva per l'Orica. Dopo questo episodio salta di testa e se ne torna a casa dopo essere uscito di classifica.

L'anno scorso è stata la volta di Mikel Landa, arrivato dall'Astana dopo il podio al Giro 2015, il basco torna sulle strade del Giro per vincerlo, sebbene l'inizio di stagione non sia stato facile, al Trentino sembra aver ritrovato buone sensazioni e c'è fiducia in vista della Corsa Rosa. Nelle prime tappe, pur non entusiasmando, è al livello dei migliori e nella temuta crono del Chianti va come Nibali e Kruijswijk. Le sue quotazioni sono in grande ascesa, ma alla ripresa, dopo il giorno di riposo, ecco il colpo di scena, con Mikel che perde le ruote del gruppo sulla prima salita di giornata, il tutt'altro che irresistibile Passo della Collina. Ancora qualche km di agonia e arriverà il ritiro a causa di problemi intestinali.
Per la terza volta il Team Sky saluta il proprio capitano prima che la lotta per la maglia rosa entri nel vivo della contesa. Se al Tour tutto sembra girare a meraviglia per gli Sky, al Giro sembra non andargliene bene una, certamente c'è un pizzico di fortuna o sfortuna a seconda dei casi ma sono troppe le differenze tra il rendimento nelle due corse.

Il Giro ha sicuramente più variabili, dalle condizioni atmosferiche alle tappe meno controllabilirispetto al Tour, ma più probabilmente, a fare la differenza, è il modo di preparare la corsa. Per arrivare al Tour, da anni, Froome segue un percorso ben definito e il grosso della squadra lo supporta anche nelle gare di preparazione, mentre per i corridori che vengono al Giro, il discorso è un po' diverso: Porte era andato forte già al Down Under, mentre Landa aveva corso poco e fatto bene solo al Trentino.
Dopo aver fallito per tre volte l'assalto al Giro, Sky non molla ma raddoppia, presentandosi al Giro 100 con due uomini di classifica: Geraint Thomas e Mikel Landa.
Il gallese per la prima volta partirà con i gradi di capitano in un GT, mentre il basco cercherà di mettersi alle spalle lo scorso anno e riprendere il discorso con i GT ripartendo dal Giro 2015, quando a tratti, in salita era apparso anche più convincente di Contador e Aru.

Al Tour of the Alps, stanno dimostrando un'ottima condizione di forma e un buon affiatamento, al cospetto di avversari che ritroveranno al Giro, dove entrambi possono far bene ma per motivi diversi non assicurano garanzia di risultato. In ogni caso toccherà a loro provare a sfatare il tabù Giro, dopo che allo squadrone britannico, grazie ai successi di Poels alla Liegi e di Kwiatkowski alla Sanremo, è già riuscito di sfatare quello relativo alle classiche Monumento.

Iscriviti alla Newsletter