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Tony Martin è il cronoman più forte del mondo

Nel ciclismo ci sono mille variabili che possono influenzare o cambiare il risultato finale. Nelle classiche spesso scegliere il momento opportuno o sfruttare il marcamento tra i favoriti in determinate fasi della corsa, può risultare decisivo. Nei GT, sempre più spesso, vediamo gli uomini di classifica disinteressarsi delle tappe e i fuggitivi prendersi traguardi e vette storiche, insomma non sempre vediamo vincere il più forte.

Questa cosa succede anche nelle cronometro ma nelle prove contro il tempo è più difficile vedere la vittoria di qualche seconda linea. Certamente, come dimostrano le vittoria al Giro di Roglic e Foliforov, sono sempre possibili ma a mio avviso le crono rimangono una delle poche occasioni in cui a vincere, quasi sempre,  è il corridore più forte in gara.
Scorrendo l'albo d'oro degli ultimi 10 anni della prova iridata contro il tempo, con l'eccezione di Grabsch e in parte di Kiryienka che comunque nelle edizioni precedenti a quella di Richmond aveva dimostrato di valere i più forti, troviamo i migliori interpreti della disciplina: Fabian Cancellara, Tony Martin e Bradley Wiggins.

Di questi tre solo Tony Martin ha ancora davanti a se anni importanti visto che Cancellara si è ritirato conquistando l'oro olimpico nella crono di Rio e anche Wiggins dopo essere ritornato alla pista e ad aver portato a casa l'ennesima medaglia d'oro è ormai praticamente un ex.
Per Martin questa stagione è stata difficilissima. Per lui abituato da sempre ad imporsi nelle prove contro il tempo, arrivare a questo Mondiale solo con la vittoria del titolo nazionale e della crono del Tour of Britain, è stato come arrivare a mani vuote. Più in generale, se escludiamo i titoli nazionali, negli ultimi due anni, aveva vinto solo tre cronometro.

Un digiuno troppo lungo, addirittura assurdo nonostante nelle ultime stagioni abbia provato un po' a reinventarsi e a trovare una sua dimensione anche al di fuori delle crono. Una scelta che, abbinata al cambio di posizione in bici, non ha pagato visti i pessimi risultati del Mondiale di Richmond e soprattutto il dodicesimo posto di Rio.
Che qualcosa stesse cambiando lo si era intuito con la vittoria al Tour of Britain davanti a Dennis e Dunmoulin, guarda caso gli avversari più accreditati alla vigilia di questo Mondiale. La vera prova del nove per capire il reale valore di Martin, nel frattempo tornato alla vecchia posizione in bici, era questa crono iridata. Il percorso piattissimo e fatto di lunghi rettilinei era quello ideale e stavolta Tony non ha sbagliato nulla, aggredendo la strada e sprigionando tutta la sua forza. Primo dall'inizio alla fine, ha riannodato i fili con la vittoria e reimposto il proprio sigillo sulla specialità.

Con questo quarto successo iridato ha raggiunto Fabian Cancellara e può ambire a diventare il cronoman più vincente della storia. Ora che tutti i tasselli sembrano essere tornati al proprio posto, con Tony che è tornato ad esprimere tutta la sua potenza e la sua forza, come faceva regolarmente fino ad un paio d'anni fa, inizia un'ultima parte di carriera in cui dovrà semplicemente rimanere se stesso per continuare ad essere il cronoman più forte del mondo.

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