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Tour de France e le prime rivincite

Il bello del ciclismo e dei GT in particolare, è che rimette tutto in discussione ogni giorno. Ogni tappa rappresenta l'occasione per una rivincita o per confermare la propria superiorità. Se poi il discorso lo spostiamo da un anno all'altro ecco che le prime tappe di un GT sono attesissime da chi per un motivo o l'altro nella stagione precedente ha visto messo in discussione il proprio status.

Lasciando stare gli uomini di classifica che avranno le loro occasioni più avanti, le primissime tappe di questo Tour chiamavano principalmente tre corridori a dare una risposta: Marcel Kittel, Mark Cavendish e Peter Sagan. Il portacolori della Etixx era chiamato a riprendersi lo scettro di Re degli sprint dopo il pessimo 2015 che non lo aveva visto nemmeno al via del Tour. Sebbene in questa stagione sia tornato a vincere con una certa regolarità come dimostrano i due successi ottenuti al Giro, dove ha anche indossato la maglia rosa,  lo sprinter tedesco per dimostrare a tutti, anzitutto a se stesso e alla Etixx, di essersi messo il peggio alle spalle doveva imporsi sulle strade del Tour. C'è riuscito sul traguardo di Limoges, nell'occasione meno adatta alle sue caratteristiche e dopo aver mancato le prime due possibilità. Non sembra ancora tornato il corridore che tra il 2013 e il 2014 avevano centrato otto successi sulle strade Tour, ma la Grande Boucle gli concederà altre occasioni per riappropriarsi dello scettro di Re delle volate.

Chi è tornato a brillare come nei suoi giorni migliori è Mark Cavendish che era stato detronizzato proprio da Kittel. Dopo un paio di stagioni ricche di successi, senza un grande peso specifico, Mark ha deciso di ricominciare da capo lasciando la Etixx, che lo ha sostituito proprio con Kittel e di ripartire dalla Dimension Data. Nella formazione africana, che grazie all'ingaggio di Mark ha fatto il grande salto entrando a far parte del World Tour, ha ritrovato fiducia nei propri mezzi e quella libertà su calendario e obiettivi stagionali che in casa Etixx era un po' venuta meno. Tanto per cominciare Mark si è portato in squadra uomini fidatissimi come Eisel e Renshaw, ha trovato Boasson Hagen ed è tornato ad avere un treno più che affidabile, magari non a livello di quello della HTC che lo lanciava quasi sempre alla perfezione ma gli automatismi tra Cav e i suoi uomini più fedeli, almeno nelle prime frazioni di questo Tour l'hanno sempre portato sulla ruota giusta e poi ci ha pensato lui a  finalizzare il lavoro, trionfando prima a Utah Beach e poi ad Angers.

Queste due vittorie gli hanno consentito di salire a quota 28 successi e di raggiungere Bernard Hinault in questa speciale graduatoria, che ora lo vede dietro solo ad Eddy Merckx. Col 'Cannibale' fermo a  34 successi, non è utopia per 'Cannonball' pensare di raggiungerlo. Più che ai numeri, Mark in questo Tour guardava a un altro traguardo inseguito per una vita, quella maglia gialla che nonostante i 26 successi raccolti nelle precedenti partecipazioni al Tour gli era sempre sfuggita. A Utah Beach, Mark se l'è presa strappandola proprio a Kittel e questa è stata certamente la rivincita più bella. Ora, dopo aver indossato la maglia iridata, quella gialla, quella rosa, quella rossa e quella verde sul podio di Parigi, gli manca solo una medaglia olimpica e proprio questo è il prossimo obiettivo di Mark, niente male per uno che aveva imboccato irrimediabilmente il viale del tramonto.

Parlare di rivincite per Sagan è un po' esagerato visto che è pur sempre il campione del mondo in caricanonché il vincitore dell'ultimo giro delle Fiandre, in ogni caso il fenomeno slovacco  non vinceva sulle strade del Tour dal 5 Luglio 2013, un'eternità per uno come lui che nel frattempo si è portato a casa quattro maglie verdi e un'infinità di piazzamenti. Sul traguardo di Cherbourg-en-Cotentin, Sagan si è stracciato di dosso i panni del piazzato e si è preso tutto, compresa quella maglia gialla che un campione del Mondo (Hushovd) non indossava dal 2011.  Dopo la vittoria non abbiamo assistito alla solita esultanza un po' guascona, ma non perché la maglia iridata lo abbia cambiato, semplicemente perché non sapeva di aver vinto. Con indosso la maglia gialla e quella iridata contemporaneamente, Sagan si è preso definitivamente il centro della scena del mondo ciclistico e se n'è accorto anche Contador, con la squadra che, nella frazione vinta dallo slovacco, lo ha un pò abbandonato al proprio destino. Il Tour è ancora lungo e ogni tappa tornerà tutto in discussione ma Mark e Peter le loro rivincite se le sono già prese e Marcel ha appena iniziato.

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