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Un'idea bella e impossibile

Da quando nel 2012 è rientrato nel ciclismo dalla porta principale, Oleg Tinkov, si è abbattuto sul compassato mondo del pedale come una sorta di uragano, prendendosi man mano il centro della scena, una cosa assolutamente normale per chi come lui, nato il giorno di Natale in un posto ai confini del mondo 'civile' come la Siberia, e partendo da zero è diventato uno dei businessman russi più importanti.

Diventato ricco grazie alla birra ma con una grande passione per la bici, al punto che è stato anche corridore fino ai 19 anni mentre ancora oggi è un ottimo pedalatore, già nel 2006 Oleg fondò una sua squadra: la Tinkoff Restaurants, che poi come Tinkoff Credit Systems prese parte al Giro nel 2007 e nel 2008, imponendosi anche in due frazioni. Alcune difficoltà economiche e l'avvento della Katusha lo spinsero a lasciare il mondo del ciclismo. Mondo nel quale è rientrato nel 2012 come secondo sponsor della Saxo Bank di Bjarne Riis, squadra poi rilevata sul finire del 2013 con l'obiettivo di farne la squadra più forte del mondo.

In questi anni, Tinkov è stato spesso protagonista di comportamenti sopra le righe ma è innegabile che la sua presenza abbia dato maggior visibilità e brio ad un ambiente che forse alcune volte si prende troppo sul serio. Twitter è il suo modo preferito di comunicare e così dopo le critiche a Contador per gli scarsi risultati della scorsa stagione, gli inviti a seguirlo nella sua squadra a campioni come Sagan o a burle come quella dell'ingaggio di Wiggins, ecco che alla presentazione del Giro e poi tramite il famoso social network ha lanciato una sfida ad alcuni dei più grandi campioni del ciclismo attuale.

La sfida lanciata a Vincenzo Nibali, Alberto Contador, Chris Froome e Nairo Quintana è tanto semplice quanto suggestiva, il patron della Tinkoff ha invitato i quattro corridori a sfidarsi durante la prossima stagione in tutti e tre i grandi giri, mettendo in palio un milione di euro da destinarsi al ciclista che nelle tre corse risulterà essere il migliore o come gettone di presenza da dividere in quattro parti uguali.

L'idea è interessante ma quasi irrealizzabile per tanti motivi. A remare contro questo progetto è anche la storia, visto che nessuno dei Campionissimi che hanno popolato il ciclismo nella sua lunga storia, ha mai vinto in una sola stagione Giro, Tour e Vuelta e tra i campioni chiamati in causa nessuno li ha mai disputati assieme in una stagione, anche se Contador e Nibali nella loro carriera hanno vinto i tre GT entrando nel ristretto club della Tripla Corona che comprende anche Merckx, Hinault, Anquetil e Gimondi.

Avere questi quattro grandi campioni al via delle tre corse a tappe, sarebbe il miglior spot possibile per il mondo del ciclismo, visto che da sempre tifosi e sponsor sognano di vedere i grandi campioni protagonisti tutto l'anno e darsi battaglia nelle stesse corse, mettendo da parte l'eccessiva specializzazione degli ultimi anni che ha portato i grandi campioni a sfidarsi pochissime volte nel corso dell'anno e spesso con gradi di forma e preparazione diversi a tal punto da rendere quasi inutile il confronto.

Inutile dire che a frenare i corridori dall'accettare questa sfida c'è anche la paura di non dimostrarsi all'altezza con la conseguenza di perdere parte del proprio appeal su tifosi e sponsor, mentre passando al lato strettamente economico, il milione messo in palio non può far gola visto che i quattro campioni chiamati in causa guadagnano cifre superiori e nel caso specifico di Contador e Nibali, non di poco.

Per quanto affascinante, questa proposta è destinata ad andare a fare compagnia alle tante boutade del magnate russo visto che la possibilità che si realizzi è prossima allo zero, anche se Tinkov fa sul serio e ha intenzione di metter su l' 'Evento sportivo dell'anno' e in un anno senza Olimpiadi o Mondiali di calcio, è innegabile che questa sfida attirerebbe su di se un grande interesse mediatico, deve scontrarsi con le esigenze dei corridori e delle loro squadre che certamente preferiscono vedere i loro capitani vincere un GT piuttosto che vederli competitivi in tutte e tre le corse a tappe per poi restare a mani vuote magari fregati dall'Horner della situazione che prepara un solo obiettivo ed ha inevitabilmente più brillantezza ed energia da spendere

In attesa di sviluppi resta una bella idea e una base da cui partire per riflettere e ragionare al fine di rendere il mondo del ciclismo più appetibile e interessante, facendolo uscire dalla cerchia degli appassionati e dei media specializzati.

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