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Vuelta 2010, il sogno svanito di Igor Anton

Vuelta 2010: la storia di quando Igor Anton cercò l'occasione di svoltare una carriera.

E' strano pensare che un singolo momento possa cambiare la carriera di un ciclista, visto che seppur di breve durata, la carriera di un ciclista dura alcuni anni e solitamente c'è il tempo per far emergere le proprie qualità. Alberto Contador, giunto ormai a fine carriera, visto che al termine della Vuelta appenderà la bici al chiodo, deve ad un paio di circostanze fortunate, l'ascesa iniziale della sua carriera, visto che nel 2007, l'anno in cui si rivelò al mondo vincendo il Tour, doveva essere gregario di Ivan Basso e quindi non avrebbe avuto la totale libertà di fare la propria corsa. Quel Tour corso da capitano della Discovery, a causa dell'assenza di Basso, fermato per la famigerata Operacion Puerto, vedeva il danese Rasmussen saldamente al comando quando mancavano solo quattro tappe alla fine. A portarlo in maglia gialla fu l'esclusione del "pollo" e da lì iniziò la grandissima carriera di Alberto, che nel corso degli anni ha dimostrato di essere un grandissimo e sicuramente sarebbe diventato il corridore che abbiamo ammirato in questi ultimi 10 anni, anche senza queste due circostanze favorevoli.

Al contrario, quando non sei un fuoriclasse, non è detto che alla fine riesci a conquistare ciò che meriti, soprattutto se le cose non girano come devono. Igor Anton, non è uno dei tanti del gruppo ma non è nemmeno un fuoriclasse e ormai a 34 anni, possiamo dire che ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. L'occasione per svoltare la sua carriera pareva essere la Vuelta 2010, quella che di fatto ha lanciato Nibali tra i grandi.

igor anton

Dopo aver fatto intravedere a sprazzi le proprie qualità, nel 2010 Igor Anton, giunto all'età di 27 anni sembra pronto a conquistare successi di peso, dopo il quarto posto alla Freccia Vallone e il sesto alla Liegi, ha nella Vuelta il suo obiettivo stagionale e si sa che  non sono poi molti i corridori che puntano la loro stagione sull'ultimo GT dell'anno.

Anton è brillantissimo sin dall'inizio e alla terza tappa batte tutti sul muro di Valdepeñas de Jaén, non si veste di rosso solo per il tempo perso nella cronosquadre iniziale. A differenza di quanto accaduto alla Freccia di qualche mese prima, il basco non sbaglia i tempi e lascia sfogare i suoi rivali prima di piazzare l'affondo decisivo, tra i battuti ci sono Nibali, Purito Rodriguez e Philippe Gilbert.

L'appuntamento con la maglia Roja è solo rimandato, e dopo averla indossata per due giorni prima di cederla brevemente a Purito Rodriguez, va a riprendersela ad Andorra. Su una salita che solitamente non fa grosse differenze, Igor mostra di avere la condizione della vita e con una salita tutta in progressione va a prendersi tappa e maglia arrivando solo al traguardo.

Dopo un paio di tappe per velocisti, la frazione di Peña Cabarga pare l'occasione giusta per allungare ancora in classifica, ma sulla dura salita finale, Igor Anton non ci arriverà mai. Una caduta in discesa, lo costringe al ritiro, cosa che già gli era successa anche alla Vuelta 2008, quando era in lotta per il podio e una caduta lo mise ko con una doppia frattura a femore e clavicola. Stavolta a cedere è "solo" la clavicola e Anton, che ormai sembra aver raggiunto livelli importanti, è atteso ad un grande 2011.

Invece l'Anton della Vuelta 2010 non lo rivedremo più, non sarà mai più in lotta per un GT. Nel 2011 al Giro vince sullo Zoincolan e sembra potersi giocare il podio prima di un'ultima settimana da incubo. L'ultimo grande squillo della sua carriera è la tappa di Bilbao alla Vuelta 2011, un verro e proprio sogno per lui e la sua squadra la Euskaltel Euskadi, visto che erano ben 33 anni che la Vuelta non arrivava nei Paesi Baschi. Anton vince andando in fuga e arriva tutto solo al traguardo tra il tripudio generale di un intero popolo in festa, per una vittoria dai risvolti simbolici altissimi.

Nel corso degli anni Anton cambia squadre e obiettivi ma non tornerà mai il corridore brillante ammirato alla Vuelta 2010. L'ascesa di Igor e tutte le sue speranze di grandeur, sono svanite quell'11 Settembre 2011, con indosso la maglia rossa e davanti a se il sogno di diventare il padrone della Vuelta. 

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