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Vuelta: Chris Froome a caccia della doppietta

Nelle ultime edizioni, la Vuelta ha potuto contare su una start list di livello assoluto, ma non sempre le prestazioni sono state all'altezza delle aspettative. Anche quest'anno, la corsa spagnola presenta un cast di grande livello, ma essendo ormai a fine stagione, non tutti saranno al massimo delle loro possibilità.  In ogni caso con Froome, Quintana, Contador e Valverde ai nastri di partenza, lo spettacolo non dovrebbe mancare così come quei colpi di scena che, a causa di una Sky stratosferica, al Tour sono mancati del tutto.

A grandi linee, il percorso della Vuelta è simile a quello proposto negli ultimi anni, o meglio dal 2012 in avanti, quando gli organizzatori proposero 10 arrivi in salita e furono ripagati da una corsa bellissima con Contador, Valverde e Rodriguez a darsi battaglia in tutti gli arrivi in salita. Negli ultimi 2 anni, gli arrivi in salita erano leggermente diminuiti, ma quest'anno si torna in doppia cifra. Per bilanciare un pò la situazione a favore dei passisti scalatori, le due prove contro il tempo: la cronosquadre iniziale (27.8 km) e la crono di Calpe (37 km) sono completamente piatte.

Dopo averci provato invano lo scorso anno, Chris Froome cercherà nuovamente di abbinare alla maglia gialla, quella rossa, diventando il terzo corridore a riuscire in quest'impresa dopo Anquetil nel 1963 e Hinaultnel 1978. Se ci riuscisse, il capitano della Sky, sarebbe il primo corridore a centrare questa doppietta da quando la Vuelta è stata spostata dopo il Tour (1995). Il corridore che è andato più vicino a centrare questa doppietta è stato Carlos Sastre che nel 2008 dopo aver vinto il Tour fu terzo alla Vuelta. La corsa spagnola piace a Froome che qui nel 2011 si rivelò al mondo, nonostante questo, il capitano della Sky non si è mai presentato in Spagna con la condizione del Tour, riuscendo comunque a raccogliere due secondi e un quarto posto. Il quarto posto del 2012, è l'unico ottenuto dopo aver completato il Tour, visto che i secondi posti del 2011 e del 2014 sono arrivati dopo aver saltato il Tour e dopo essersi ritirato nella tappa del pavé che lanciò definitivamente Nibali verso la conquista di quel Tour.

Quest'anno, Froome sembra avere tutte le carte in regola per portare a casa la Vuelta, anzitutto perché nelle due crono può guadagnare su tutti gli avversari e perché sembra aver cambiato preparazione e modo di correre. Al Tour a differenza dei due precedenti successi non ha avuto il calo nell'ultima settimana e ha corso sempre centellinando le energie, quasi come se in qualche modo avesse già iniziato a pensare al finale di stagione. La tipologia di tappe che troverà in Spagna si adatta perfettamente alle sue caratteristiche  e come sempre avrà tutta la squadra al suo fianco, con Konig che è qualcosa in più di un semplice gregario.

Di contro avrà una corsa meno controllabile rispetto al Tour, una squadra meno forte e due avversari come Contador e Quintana che hanno in Spagna l'ultima occasione per riabilitare una stagione che li ha visti buoni protagonisti nella prima parte, per poi bucare l'obiettivo più importante. Alla Vuelta, spesso e volentieri, a fare la differenza è stata la freschezza e la capacità di recuperare le energie al termine di una stagione lunga ed estenuante e lo spagnolo è certamente il più fresco tra i grandi non avendo il Tour nelle gambe e in carriera ogni volta che ha preso parte alla corsa di casa, l'ha sempre vinta. Quintana ha disputato tre volte la Vuelta ed il miglior risultato è il quarto posto della scorso anno, quando chiuse in crescendo dopo un inizio condizionato da alcuni problemi fisici.

Come abbiamo visto per i tentativi di doppietta Giro-Tour, nel ciclismo attuale vincere due GT così ravvicinati non è per nulla semplice, ma se c'è un corridore che può farlo è Chris Froome e nonostante i nomi più altisonanti in gara, l'impressione è che al Tour, sia più facile abbinare la Vuelta che il Giro.

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