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Vuelta, i big ci sono, lo spettacolo un po' meno

Dopo 12 frazioni dire che la Vuelta non sia ancora entrata nel vivo non è giusto e sarebbe ingeneroso verso quei corridori come Bouhanni, Degenkolb e Matthews che hanno infiammato gli sprint o per quei corridori come Anacona e De Marchi che con tanta fatica e dopo un giorno in fuga hanno portato a casa i successi più prestigiosi della loro carriera. Però a guardare la classifica e gli arrivi in salita, l'impressione che qualcosa d'incompiuto o che il meglio debba ancora venire è più che fondata.

A La Zubia ha vinto Valverde dopo aver lavorato per Quintana, a Valdelinares è arrivata la fuga e a San Miguel de Aralar Fabio Aru ci ha regalato un bellissimo successo e di certo una tappa da conservare nella memoria, ma mettendo da parte le emozioni e guardando con un certo distacco quanto accaduto fin qui, rimane un pizzico di delusione.
Dei tanti big che si sono presentati al via da Jerez, qualcuno come il colombiano Nario Quintana, già Re del Giro e grande favorito di questa Vuelta, lo abbiamo perso strada facendo, altri come Pinot ed Evans non sono mai stati protagonisti, mentre gli altri corridori più attesi sono lì dove dovevano stare, cioè nelle prime posizioni della classifica.

Tanti grossi nomi al via, facevamo presupporre ad una corsa incerta e spettacolare, per ora la corsa è incerta ma lo spettacolo latita abbastanza. Nei tre arrivi in salita è emerso chiaramente che nessuno sembra essere al massimo della forma: Contador è in maglia rossa ma non ha quella superiorità che ha mostrato anche in questa stagione, certo il suo recupero dopo l'incidente al Tour fa gridare al miracolo, ma vedendolo in gara, l'impressione che dopo il Tour si sia divertito a giocare un po'con  i suoi problemi c'è; Valverde ha iniziato molto bene e sembra più in palla rispetto al Tour ma dopo le fatiche francesi è logico non sia al massimo e che possa accusare un calo; Uran ha fatto una gran crono ma in salita è sempre stato costretto a difendersi; Froome ci sta mettendo grinta e voglia ma sembra decisamente lontano dal dominatore del Tour 2013; Purito è quello che ha fin qui deluso di più, dopo aver dovuto lasciare il Giro ha corso il Tour per preparare questo appuntamento ed era normale aspettarselo brillante e pronto ad andare a caccia di tappe e abbuoni, invece pur essendo sempre tra i primi in salita, sembra non avere nelle gambe i colpi da ko; Fabio Aru è quello che è più indietro in classifica ma è quello che ha fatto l'azione più bella, ma per lui il discorso è un po' diverso. Essendo il più giovane della compagnia e l'unico assieme ad Uran ad aver conquistato già un podio in un GT in questa stagione. Sta vivendo alla giornata e fin qui può ritenersi soddisfatto.

Da qui alla crono finale di Santiago de Compostela mancano 8 tappe, di cui 5 con arrivo in salita. Per quanto visto fin qui aspettarsi grande spettacolo è difficile ma pur tenendo conto che siamo a fine stagione e che la spia della riserva è accesa quasi per tutti, aspettarsi qualcosa in più di quanto visto fin qui, con i big della classifica praticamente in processione fino al traguardo in attesa di lanciare il proprio sprint a caccia degli abbuoni, è doveroso.

A bloccare la corsa oltre alle forze che mancano un po' a tutti è il fatto che questi protagonisti si conoscono fin troppo bene e non può essere un caso che Contador, Purito e Valverde si marchino e si inseguano come fossero un tutt'uno.
Gli organizzatori hanno proposto un percorso più facile rispetto alle ultime edizioni e spesso le uniche difficoltà sono concentrate negli ultimi km proprio per favorire lo spettacolo. D'ora in poi, visto che bene o male i valori dei protagonisti si si conoscono è lecito aspettarsi qualcosa in più e qualche attacco vero in salita. Alla fine a trionfare sarà il corridore più regolare o quello che in una giornata di grazia, riesca a fare il numero dell'anno come Carlos Sastre al Tour 2008.

A far sperare che in questa seconda parte di Vuelta lo spettacolo sia maggiore è proprio la rivalità che c'è tra i corridori che occupano le prime posizioni, e proprio questa voglia di primeggiare sui rivali è l'assicurazione o almeno così si spera, che non andrà a finire come lo scorso anno quando nella tre giorni pirenaica, arrivarono tre fughe, con i big a guardarsi e limitarsi a qualche scattino. Ancora un po' di pazienza e sapremo che Vuelta è stata.

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