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Vuelta: protagonisti inattesi

Le  prime tappe della Vuelta non sono state esattamente da ricordare, sia le frazioni con arrivo allo sprint, sia quelle con arrivo in salita hanno lasciato un senso d'incompiutezza, che nell'ultimo GT della stagione non è per nulla inusuale.Nonostante questo, ci sono stati comunque corridori capaci di mettersi in mostra e di guadagnarsi il loro posto al sole.

Le due frazioni che si sono concluse in volata, sono state caratterizzate da una serie di cadute che hanno ridotto il già poco nutrito pacchetto di velocisti in gara. Questo, però, non sminuisce affatto i due successi di Gianni Meersman che è finalmente riuscito a raccogliere successi pesanti e rilanciare le sue quotazioni. Meersman, che deve il nome ad un ristorante italiano di Kortrijk, ottimamente supportato dai compagni di squadra, ha finalmente ritrovato un certo feeling con la vittoria, se a Baiona il successo era arrivato con facilità, a Lugo ha dovuto usare la furbizia per rallentare la rimonta di Felline. Dopo 3 anni abbondanti è tornato a vincere nel World Tour e viste le tappe di questa Vuelta, avrà altre occasioni per rimpinguare il suo bottino e trovare un contratto per la prossima stagione.

Le due frazioni che si sono concluse in montagna, hanno parlato francese con Alexandre Geniez che ha fatto suo il muro del Mirador de Ezaro, e Lilian Calmejane che si è imposto a San Andrés de Teixido. Per il corridore della FDJ che dal prossimo anno vestirà la maglia dell'Ag2r, si tratta del secondo successo sulle strade della Vuelta e anche nel 2013, il successo era arrivato dopo una fuga. Calmejane invece è un volto completamente nuovo ed ha scelto il palcoscenico più prestigioso della sua giovane carriera per centrare il primo successo tra i professionisti, interrompendo anche il digiuno della sua squadra che nei GT durava da 1497 giorni e dal successo di Pierre Rolland (anche lui in fuga nella tappa vinta da Calmejane) a La Toussuire al Tour 2012.

Probabilmente il volto più bello di questi primi giorni di Vuelta è quello di Darwin Atapuma, che alla BMC, tra infortuni, giornate no e problemi personali con la scomparsa della madre alla vigilia del Giro 2015, ha vissuto anni difficili, prima di riuscire a ritrovare quella serenità necessaria per mettere in mostra le proprie qualità. L'ultimo Giro, che comunque gli aveva lasciato l'amaro in bocca, è stato quello della rinascita col 'Puma' capace di sfiorare il successo di tappa in più occasioni e di chiudere al nono posto in classifica, il miglior risultato della sua carriera in un GT. Proprio come al Giro ha provato a centrare il successo con una fuga da lontano e anche stavolta ha trovato qualcuno, se non più forte, sicuramente più scaltro di lui come Calmejane che gli ha negato il successo, ma stavolta a San Andrés de Teixido la consolazione è stata dolcissima visto che è arrivata la maglia rossa. E le lacrime amare di Corvara, si sono tramutate il lacrime di gioia e poi stavolta la vittoria non è più quell'ossessione del Giro, visto che al Tour de Suisse è riuscito a spezzare un digiuno che durava da quasi tre anni.

I corridori che si sono presi la ribalta di questa Vuelta non sono certo i più forti o i più attesi e difficilmente Atapuma riuscirà a salire sul podio finale di Madrid, ma sono gli unici che hanno provato ad accendere una corsa che sta faticando a mettersi in moto.

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